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Spongada – cenni storici

15 ottobre 2013

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La spongada, dolce della Pasqua, trae il suo nome dal tardo latino sponga in riferimento alla sua consistenza spugnosa e morbida. Il legame col periodo pasquale è legato alla presenza nella ricetta delle uova, elemento che da sempre simboleggia la vita nel suo rigenerarsi. Diffusa in tutta la Valle Camonica essa presenta diverse varianti nella ricetta, nella forma e nelle possibilità d’abbinamento con altre pietanze.
Costituite da ingredienti semplici e poveri – quali: farina di frumento, uova, latte, zucchero, burro, sale e lievito – le spongade, secondo la tradizione, possono essere segnate in superficie con una incisione a forma di croce, pennellate con della chiara d’uovo, cosparse da semi d’anice e cumino o ornate con foglie d’ulivo benedetto. Gesti e consuetudini che affondano la loro origine in un mondo contadino caratterizzato da una profonda fede cristiana sorta sulle vestigia di credenze pagane non ancora totalmente tramontate.
Il termine spongada, presente nei vocabolari di lingua italiana, viene spiegato come “dolce di forma bassa e rotonda a base di miele, frutta secca, marzapane e canditi”. Nel vocabolario Bresciano-Italiano del Melchiori, del 1817 alla voce spongada si legge: “ Focaccia, schiacciata, berlingotto. Pasta nota”.



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