Storia e tradizioni

Spongada sigillo di prosperità e benessere

3 maggio 2018

La spongada, un dolce portafortuna per festeggiare la vittoria del bene sul male.

Una leggenda raccolta nella borgata di Vezza d’Oglio in Alta Valle Camonica racconta che nella notte dell’Epifania un gruppo di streghe, cacciate dai paesi della valle, si recò al Passo del Tonale per tenervi conciliaboli col demonio. Le streghe entrarono in alcune abitazioni di Vezza e rapirono i bambini dalle culle. Gli abitanti del posto cercarono in ogni dove, persino nei boschi del Tonale, ma né streghe né bambini furono più ritrovati.
Per evitare che tale situazione drammatica si ripetesse le famiglie di Vezza si prepararono ogni anno all’Epifania affidando i bambini alle madrine di battesimo (ghidàse) al fine di confondere le streghe che si sarebbero recate a cercarli nelle abitazioni dei genitori. Per tenere lontane le streghe accesero inoltre sui monti e lungo le strade e i sentieri che immettono in paese dei fuochi alimentati per tutta la notte.
La mattina seguente mamme, madrine, e bambini si riversavano nelle strade e nella piazza del paese per festeggiare lo scampato pericolo con uno scambio simbolico di doni detto gabinàt (dalla radice germanica: Gabe=dono). I doni tradizionalmente più usati sono rappresentati dal dolce tipico chiamato spongada.

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